GAM - Gruppo Archeologico Monteclarense
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    11 gennaio 2013  
  Andare in gita con i Longobardi, un progetto da 250mila euro. Anche Montichiari fra le mete.  
       
       
    20 settembre 2012  
  Il Gam è alla ricerca di un collezionista-donatore di “ori INCA” per l’allestimento definitivo del museo P.A.S.T.  
       
 
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    Dal 7 giugno 2009  
  I Longobardi nel Bresciano - Gli insediamenti di Montichiari - Vai alla scheda I Longobardi nel Bresciano  

 

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    Venerdì 20 maggio 2011  
  Conferenza:"Terre a nord del Po - I Celti nel bresciano: dagli influssi etruschi alla romanizzazione" - Vai alla scheda Conferenza:"Terre a nord del Po - I Celti nel bresciano: dagli influssi etruschi alla romanizzazione"  
       
    Venerdì 27 maggio 2011  
  Conferenza: "Montichiari medioevale: la rocca di Montechiaro e i castelli della pianura bresciana nel medioevo" - Vai alla scheda Conferenza: "Montichiari medioevale: la rocca di Montechiaro e i castelli della pianura bresciana nel medioevo"  

 

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8 agosto 2011

LANGOBARDIA FERTILIS - Rete dei siti longobardi del territorio di Brescia

 

OBIETTIVI GENERALI

Il progetto “Langobardia fertilis” si propone di individuare, recuperare, restaurare e valorizzare le testimonianze storiche, archeologiche, architettoniche e artistiche relative alla presenza dei Longobardi in territorio di Brescia e particolarmente nel cosiddetto “distretto dei Longobardi”.

L’area, che comprende la pianura, il pedemonte e le zone meridionali delle valli bresciane, individua, infatti, il territorio nel quale sono venute alla luce le testimonianze di importanti insediamenti longobardi, del popolo cioè di origini nordeuropee che nel 569 giunse in Italia dalla Pannonia (l’attuale Ungheria), stanziandosi nella pianura Padana e nel resto d’Italia e in particolare nel Bresciano.

Si tratta di reperti che individuano insediamenti di Longobardi della prima generazione, ma anche di testimonianze che consentono di ricostruire sia il contesto in cui si sono inseriti con il loro arrivo, sia lo scontro violento con le popolazioni autoctone e che permettono, altresì, di testimoniare le forme del processo di integrazione delle generazioni successive, che hanno contribuito a dar vita ad un regno che ha lasciato significative testimonianze a Brescia e nel suo territorio.

Il fine è di recuperare un patrimonio di assoluto valore culturale e di valorizzarlo in un più ampio programma di promozione turistica del territorio dell’intero distretto.

L’iniziativa è strettamente coordinata con il progetto denominato “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, la rete dei siti longobardi italiani, che ha ottenuto il patrocinio dell’UNESCO  ed è inserita nella lista dei siti considerati patrimonio dell’umanità.

Va inoltre posto in evidenza il fatto che il distretto dei Longobardi che comprende il territorio della media e bassa valle Camonica, si sovrappone in parte all’ambito che individua l’area dei graffiti rupestri delle popolazioni camune, che da tre decenni è inserita dall’UNESCO nella lista dei siti definiti patrimonio dell’umanità.


OBIETTIVI SPECIFICI

Il distretto dei Longobardi, definito nel suo perimetro dalla carta degli insediamenti e dei ritrovamenti longobardi in territorio bresciano, si articola intorno alla rete denominata “Langobardia Fertilis”, il network dei siti longobardi di più significativo rilievo della provincia bresciana.

Comune di Brescia
Sede di ducato, con le testimonianze archeologiche e quelle artistiche ed architettoniche inserite nel complesso del monastero di San Salvatore-Santa Giulia, ne costituisce il perno storico, cui si connettono i nodi di Sirmione, Montichiari, Leno, Manerbio, Cazzago San Martino e Chiari, sedi di monumenti di età longobarda e di insediamenti di grande rilievo, che hanno restituito strutture e reperti archeologici cospicui, testimonianze indispensabili per ricostruire il processo di insediamento e di osmosi tra Longobardi e Romani e il definirsi del profilo dei primi Lombardi.
Ognuno dei nodi così individuati, la cui catena potrà ulteriormente allungarsi in futuro, concorre a costruire un insieme di realtà complementari, che operando in sintonia, e l’una per l’altra, consentiranno di mettere in risalto le specifiche peculiarità, concorrendo così a valorizzare l’insieme complessivo del distretto dei Longobardi.
Nell’ambito del progetto di candidatura all’UNESCO denominato “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C)”, nel corso del 2010 il Comune, in sinergia con la Fondazione Brescia Musei, ha avviato una serie di attività didattiche finalizzate a valorizzare la conoscenza, la divulgazione e la promozione delle testimonianze longobarde conservate presso il Museo cittadino di Santa Giulia, in gran parte provenienti dal territorio provinciale.

Comune di Cazzago San Martino
Relativamente all’intervento sull’ex pieve di San Bartolomeo a Bornato (frazione di Cazzago S. Martino), sul quale sono in corso dal 2007 indagini archeologiche intese alla ricostruzione architettonica delle varie fasi di una vasta e complessa chiesa funerararia altomedievale, sorta su una villa d’età romana poi riutilizzata da un insediamento di prima età longobarda, il Comune di Cazzago S. Martino ha ottenuto da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (prot. n. 8084 del 4/8/2010) l’autorizzazione alle opere di recupero, valorizzazione e indagini archeologiche della Antica Pieve, e successivamente, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia (prot. n. 9110 del 29/9/2010), il parere favorevole al completamento degli scavi archeologici iniziati nel 2005 e proseguiti nel 2006.
Va comunque sottolineato che il Comune di Cazzago S. Martino ha già la disponibilità delle risorse necessarie al completamento delle indagini archeologiche, che non graveranno quindi sul finanziamento Arcus.

Comune di Chiari
Nel corso del 2010, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, ha proceduto al completamento dello scavo (anno 2009) del castrum medievale a pianta circolare (VII – XII sec.) sito in piazza Zanardelli, che ha portato al rinvenimento di edifici in murature e legno, e di successivi valli fortificati a difesa di tre fasi di abitato e cimitero. Sono stati rinvenuti numerosissimi resti botanici e un ambiente destinato alla lavorazione casearia (IX sec.) che conserva l’unico formaggio d’età altomedievale rinvenuto in Italia. Si è trattato di uno scavo di ricerca preventivo al recupero di edifici storici comunali e alla sistemazione della piazza (cfr. lettere della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia prot. nn. 6325, Cl. 34.19.04). Il 18 dicembre 2010 le scuole locali hanno tenuto “a battesimo” il laboratorio di storia e di archeologia allestito nella struttura museale permanente di piazza Zanardelli che conserva i reperti archeologici rinvenuti nel sottosuolo della Piazza durante le campagne di scavi eseguite tra il 2006 e il 2009 (l’apertura ufficiale del “Museo della città” è prevista per il 15 febbraio 2011).

Comune di Leno
Nel corso del 2010, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, con l’avvallo della Fondazione Dominato Leonense, ha condotto la quarta campagna di scavo sul sito di Villa Badia e sul relativo parco, sorti nell’area dell’ex monastero di S. Benedetto, fondato nel 758 dal re longobardo Desiderio. Sono stati individuati: la chiesa altomedievale di S. Giacomo, resti del palazzo abbaziale (XI sec.?) e una sequenza di sepolture dall’età tardoantica del XII sec. (cfr. lettera della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia prot. n. 4662, Cl. 34.19.04). Il settore ristrutturato ospita il corso di Laurea triennale dell’Accademia LABA di Brescia, finalizzato a formare professionalità che dovranno operare nell’ambito della realizzazione di prodotti multimediali, principalmente dedicati alla ricostruzione virtuale di siti e monumenti storici, messi al servizio della divulgazione storica e in specifico della promozione dei nodi della rete di “Langobardia fertilis”.
Nel maggio 2010 Cassa Padana Bcc, Fondazione Dominato Leonense e Libera Accademia di Belle Arti di Brescia (LABA), con l’avvallo della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Brescia, Cremona e Mantova, hanno avviato il restauro delle superfici dipinte, degli elementi lapidei, degli stucchi e degli intonaci storici delle facciate esterne e degli interni al piano terra dell’ala ovest di Villa Badia.

Fondazione Dominato Leonense
In particolare la Fondazione ha avviato il progetto di trascrizione ed edizione critica delle fonti relative al Monastero di S. Benedetto di Leno, denominato “Progetto Codice diplomatico leonense”, e il lavoro di ricognizione sulle carte dell’archivio storico del Comune di Leno – secc. XIII e XIV – che ad oggi ha prodotto la riproduzione digitale del materiale e la trascrizione dei documenti fino all’anno 1300.

Comune di Manerbio
Ha avviato il programma di rilevazione e analisi dei reperti metallici provenienti dagli insediamenti longobardi del Distretto, con un percorso che prevede la preparazione di personale specialistico nell’ambito del Centro di Archeometria della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Brescia, in avanzata fase di allestimento nella sede di Manerbio, messa a disposizione dal Comune.
Gli obiettivi finali sono la costituzione di laboratori di analisi dei manufatti metallici e l’accrescimento della conoscenza delle competenze specifiche nell’ambito dell’archeometallurgia che possano soddisfare le richieste di Soprintendenze e Università, anche fuori dell’ambito bresciano.
Il Museo Civico di Manerbio e del Territorio dispone di due sale di circa 500 mq all'interno delle quali espone i reperti archeologici rinvenuti sul territorio. La prima sala è occupata dall'esposizione permanente, mentre l'altra è riservata alle esposizioni temporanee che si avvicendano con cadenza quasi annuale.
Il complesso dei materiali esposti copre l'intero arco temporale dal Mesolitico fino ai reperti storici del XVII secolo.

Al fine di mettere a disposizione dell'utente-visitatore la ricchezza e l’importanza dei reperti e dei siti dell'area manerbiese, vista l'esiguità degli spazi a disposizione, l'inserimento di una “vetrina” polifunzionale risulta essere una scelta obbligata. La creazione di contenuti multimediali consentirebbe, inoltre, di poter creare un inquadramento di più ampio respiro agli ambiti interessati, quali il periodo di occupazione longobarda nel contesto della pianura bresciana, supporto indispensabile per la comprensione delle testimonianze, spesso di per sé poco ‘appariscenti’ per la comprensione della reale importanza del sito di provenienza, esposte nelle vetrine del Museo Civico di Manerbio e del Territorio. Si tratta, infatti, per lo più di piccoli frammenti di oggetti d’uso quotidiano o di utilizzo artigianale, difficili da inquadrare, da parte del pubblico, in un contesto abitativo e storico che ha lasciato labili tracce sul terreno delle strutture abitative e dell’organizzazione del territorio.

Comune di Montichiari
All’interno della rete “Langobardia fertilis” il Comune ha contribuito con l’istituzione, nel 2009, del PAST – Palazzo dell’Archeologia e della Storia del Territorio –, nato sulla base di un accordo fra l’Amministrazione comunale monteclarense, il Gruppo Archeologico di Montichiari (GAM) e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, e da quest’ultimo indicato quale centro di riferimento per le mostre e le iniziative della rete rivolte al pubblico
Il PAST è stato inaugurato nel giugno 2009 grazie ad un intervento finanziato dall’amministrazione comunale di Montichiari pari a 120.000 euro. Attualmente l’area espositiva aperta al pubblico copre una superficie di 450 mq, entro i prossimi due anni sarà disponibile tutto il piano superiore del complesso per una superficie coperta totale di 700 mq.
Per completare l’allestimento di questa prima parte sono da eseguire alcuni interventi essenziali per la valorizzazione e gestione del patrimonio archeologico esposto e la fruibilità da parte dell’utente culturale.
Nel corso del 2010, sotto la direzione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia, in località Monte S. Giorgio, nell’area dell'ex chiesa longobarda di S. Giorgio, è stata condotta la terza campagna di scavo di ricerca e il rilievo architettonico. Sono stati individuati: un muro di cinta altomedievale, sepolture alto e bassomedievali e una grande cisterna “alla veneziana” (XIV sec. ?).

Comune di Sirmione
Relativamente alla chiesa di S. Pietro in Mavinas – unico edificio di culto della provincia di Brescia che conservi in gran parte le originario strutture d’età tardo-antica – nel corso del 2010, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia ha provveduto al completamento dello scavo (anni 2005-2009) della chiesa funeraria tardoantica-altomedievale della civitas bizantina e longobarda di Sirmione (fine V - VIII sec.). Sono stati rinvenuti i pavimenti e il banco del clero del deambulatorio absidale originario, due sepolture tardoantiche, una delle quali con croci dipinte e vari frammenti di sculture architettoniche pertinenti all'arredo liturgico di VIII sec. Nell'altare maggiore è stata rinvenuta una capsella-reliquiario in argento  (XIV sec) con reliquie avvolte in un panno decorato (cfr. lettere della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia prot. nn.18160, 89052215, 657, Cl. 34.19.04).

Centro di ricerca per l’Archeometria dell’Università degli Studi di Brescia – Facoltà di Ingegneria
La scoperta dei metalli e delle tecnologie per estrarli è un fatto altrettanto fondamentale per la storia dell’umanità quanto lo sviluppo dell’agricoltura, la domesticazione degli animali e l’introduzione della ceramica.  Per questo, l'esame archeologico del ciclo metallurgico è una linea di ricerca privilegiata per ricostruire lo sviluppo tecnologico  di una cultura.
L’archeometallurgia è la disciplina che studia i saperi e le tecniche utilizzati nell’antichità per la realizzazione  di oggetti in metallo, lungo tutto il complesso arco della produzione: dalle attività estrattive fino alla lavorazione degli oggetti nelle botteghe del fabbro e dell’orafo.
Questo approccio analitico si basa sulle diverse e sofisticate tecniche di analisi moderne, nelle quali la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Brescia è da molti anni all’avanguardia. I metodi di indagine, sviluppati per la creazione di nuovi materiali e di nuove modalità produttive, possono essere infatti efficacemente utilizzati nello studio dei manufatti preindustriali. L’obiettivo prioritario del progetto è quindi lo sviluppo, presso il Centro di Ricerca per l’Archeometria, di competenze specifiche sulle tecnologie metallurgiche e più in generale sulla cultura produttiva maturata dai Longobardi nel corso della lunga migrazione attraverso l’Europa, fino all’approdo in Italia. Ciò è reso possibile dalla presenza in area bresciana di un vastissimo e diversificato patrimonio di reperti archeologici metallici, distribuiti nell’arco di quasi 300 anni dal VI all’VIII secolo (armi, arnesi, contenitori, oggetti d’abbigliamento, in ferro, bronzo, oro, argento e ottone) che non ha eguali nel resto della Penisola.
Relativamente all’obiettivo definito nell’ambito della rete dal titolo “Analisi e riproduzione di reperti metallici d’età longobarda del distretto Langobardia fertilis”, presso il Centro di Ricerca per l’Archeometria nella sede di Manerbio (vedi alla voce) e nei laboratori universitari afferenti al Centro, sono state elaborate due azioni: è stato bandito l’assegno di ricerca – con validità dal 1 settembre 2010 e di durata di 12 mesi – finalizzato a completare la formazione di un ricercatore rivolta al progetto di “Analisi comparativa di reperti metallici d’età longobarda del distretto Langobardia fertilis”; è stata prevista la realizzazione della “Progettazione di un laboratorio di fonderia e di lavorazione di metalli preziosi e di bronzi per la ricostruzione delle tecniche di fabbricazione di manufatti riconducibili all’età longobarda del distretto Langobardia fertilis”.

Università degli studi di Verona
Le più recenti indagini storico-archeologiche hanno messo in evidenza come Brescia e il suo territorio siano al centro dei processi di primo insediamento e di successiva stabilizzazione dei gruppi di popolazioni che al seguito di Alboino partendo dalla Pannonia, l’attuale Ungheria, nel 569 giunsero in Italia e si insediarono nel cuore del bacino padano e in maniera massiva a Brescia e nella sua vasta e ricca pianura irrigua.
La pianura bresciana, e in particolare l’area di Montichiari e Leno, è ormai considerata, grazie alle ricerche condotte negli ultimi 30 anni, uno dei territori più rappresentativi dello stanziamento dei Longobardi in Italia. Ne sono testimonianza le molte e ricche necropoli di VI e VII secolo della zona centrale e orientale, nonché un discreto numero di edifici di culto ed ancor rari, per quanto significativi, contesti d’abitato quali Manerbio e Chiari. Uno dei problemi che tuttavia emerge con evidenza, sia sul piano scientifico che su quello della valorizzazione culturale, è la generale assenza di ricerche e studi sistematici che forniscano un quadro esaustivo del popolamento di queste zone, che si ha ragione di supporre ben più denso di quanto lasciano vedere i pur numerosi siti finora individuati. Dopo la crisi delle strutture insediative d’età romana la presenza altomedievale si lega infatti quasi esclusivamente alle necropoli e agli edifici religiosi, mentre rarissime sono le tracce di villaggi o di altre strutture per cui mancano finora ritrovamenti significativi e ricerche dettagliate. 

Obiettivi:
L’ancor scarsa presenza di dati materiali relativi alle strutture dell’insediamento altomedievale della zona considerata ha indotto quindi a programmare una ricerca che miri a:
• ricostruire  l’organizzazione insediativa dell’area considerata  fra VI e X secolo
• studiare gli aspetti strutturali dell’insediamento
• individuare funzioni e attività economiche delle strutture e siti identificati
• comprendere l’articolazione del paesaggio antropico altomedievale in relazione alle caratteristiche paleoambientali

Fondazione Civiltà Bresciana
Nel 2010 la Fondazione, da quasi trent’anni importante centro scientifico di promozione e riferimento per gli studi sulla storia del territorio, con particolare attenzione all’età medievale, ha provveduto alla stampa degli atti del convegno “Tra Pavia e Ravenna” svoltosi a Guidizzolo il 15 marzo 2008, quale supplemento al periodico “Civiltà bresciana”, nonché all’edizione dei risultati di scavo e delle ricerche storico-documentarie sul “Borgo antico di San Vitale” a Borgonato di Cortefranca, pubblicazione inserita nella collana “Archeologia & Storia”.

Fondazione Pianura Bresciana
E’ soggetto gestore del Progetto e struttura che ha contribuito alla realizzazione del progetto iniziale e alla riformulazione della nuova candidatura ad Arcus, resasi necessaria a causa del ridimensionamento del finanziamento originariamente richiesto. La Fondazione cura il coordinamento tecnico delle fasi progettuali e la gestione esecutiva delle attività fino alla rendicontazione finale.

Provincia di Brescia
E’ l’Ente proponente e capofila del percorso progettuale definito, che a valere sul finanziamento ARCUS si pone quali obiettivi una serie di azioni di valorizzazione così declinate:

- Ideazione e realizzazione di un logo identificativo che suggerisca con immediatezza i valori e le finalità del Progetto, allo scopo di richiamare alla mente e armonizzare tra loro i concetti che sottendono alle attività previste dall’iniziativa, esaltando appieno la forza delle radici storiche e culturali della terra bresciana.Questo elemento grafico, realizzato ad hoc, deve comparire su tutti i materiali inerenti il Progetto e garantire ad ogni attività prevista una comunicazione omogenea e una precisa identità territoriale e culturale, facilmente riconoscibile.

- Organizzazione di una conferenza stampa, in collaborazione con la Provincia di Brescia, per presentare il Progetto. Questo evento, che è finalizzato a valorizzare al meglio l’iniziativa e ad ampliarne la visibilità e la conoscenza mediatica, prevede una sequenza di azioni diverse ma complementari: costruzione di una mailing list di giornalisti in target, redazione del comunicato stampa con taglio giornalistico, gestione degli inviti, segreteria organizzativa e recall per verificare le effettive presenze stampa alla conferenza, contatto diretto con le redazioni, follow up.

- Progettazione e realizzazione (ideazione del concept, coordinamento editoriale, copywrite dei testi, editing, graphic design, impaginazione e stampa) del materiale divulgativo e promozionale (brochure, leaflet, schede riassuntive dei siti di interesse storico-artistico, cartine turistiche degli itinerari consigliati), che va tradotto in tre lingue (italiano, tedesco, inglese) per essere usufruibile da parte di tutte le tipologie di turisti che approdano in provincia di Brescia. Lo scopo è quello di evidenziare le suggestive testimonianze relative alla presenza dei Longobardi sul territorio, illustrando le caratteristiche delle diverse attrattive e indicando con chiarezza i servizi offerti e i dati relativi ai giorni di apertura e chiusura, al fine di valorizzarne al meglio le grandi potenzialità attrattive delle località incluse nel Progetto. In particolare, nell’ambito delle cartine turistiche, alla luce del sempre maggiore interesse per il cicloturismo, è prevista l’individuazione di appositi percorsi  studiati per raggiungere le mete di interesse anche in bicicletta.

- Organizzazione di due Educational Tour, per la durata di almeno due giorni, appositamente progettati per un gruppo di giornalisti selezionati tra le più influenti testate, regionali e nazionali, finalizzati a promuovere dal punto di vista mediatico l’area longobarda della provincia di Brescia quale itinerario e meta turistica di particolare interesse culturale.
Questi Educational Tour, infatti, rappresentano un investimento per il futuro mirato a ottenere la massima conoscenza del Progetto, delle mete turistiche ad esso collegate e degli itinerari consigliati. Si tratta di occasioni studiate in ogni minimo dettaglio per far conoscere al meglio agli opinion maker del settore il territorio bresciano e le sue peculiarità, creando con la stampa un vissuto positivo che fungerà da solida base per la costruzione di un rapporto proficuo in termini di visibilità mediatica.

- Ideazione della tabellazione e della segnaletica del Progetto. Un’operazione che implica la progettazione grafica e la redazione dei contenuti di questi elementi, che vanno studiati appositamente per essere affiancati ad ogni sito di attrazione, per illustrarne con chiarezza e precisione le caratteristiche e permettere così la costruzione di un vero e proprio percorso di conoscenza sulle tracce dei Longobardi in provincia di Brescia.

- Progettazione e realizzazione di una Tavola rotonda incentrata sul binomio “Longobardi e turismo”, rivolta agli operatori del settore turistico e alle istituzioni locali, con lo scopo di valorizzare la risorsa “Longobardi” quale eccellenza turistica. Il momento può diventare inoltre l’occasione per la presentare i risultati emersi dal monitoraggio successivo agli Educational Tour. La Tavola rotonda, al fine di generare un confronto dialettico, prevede l’intervento di relatori esperti e qualificati, in un contesto in cui vengono esposte e discusse proposte, progetti e idee. Le azioni necessarie per la realizzazione dell’incontro sono: ideazione del concept, individuazione della location, ideazione e fidelizzazione del moderatore, segreteria organizzativa, coordinamento durante l’evento, studio e realizzazione grafica dell’immagine coordinata dei materiali a supporto (inviti, programma, roll up, copywrite dei testi).

 

 

 

 

     
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